Non ogni timbro conta come tale
Ogni exchange sfoggia le sue licenze. Ma una licenza è un esame, e non ogni esame è ugualmente difficile. Quattro contano davvero: Dubai, Europa, Giappone e America — e ognuna dice qualcosa di diverso.
Il modo più rapido di leggere un exchange: non guardare cosa ha, guarda cosa non ha. Chi colleziona timbri ovunque tranne dove è difficile ti dice esattamente dove sta.
Qui sotto la scala — dalla porta d'ingresso all'esame finale — con chi è dentro e chi è fuori, paese per paese.
Dubai: la porta d'ingresso
La licenza VARA è costruita sul serio: un regolatore dedicato, un registro pubblico, regole per ogni attività. Ma la porta è spalancata — il registro conta una cinquantina di società autorizzate, e quasi ogni grande nome è dentro: Binance, OKX, Crypto.com e Deribit hanno tutte la licenza piena.
Ed è proprio questo il limite. Un timbro che quasi tutti ottengono non distingue quasi nessuno. VARA ti dice che un exchange vuole essere visibile a un'autorità di vigilanza — un principio sano — non che sa superare l'esame più duro. Il retail può operare con leva massima 5x; da Binance, i derivati lì sono solo per professionisti.
Europa: l'esame a due livelli
L'Europa testa a strati. MiCA per il trading spot — tredici grandi nomi l'hanno superato, la cronologia è qui. MiFID II per derivati e azioni — l'esame più duro, chi la detiene è qui. E chi muove anche i tuoi soldi ha bisogno pure della PSD2.
I due strati rendono visibile la differenza: Binance non ha mai superato il primo e il 1° luglio 2026 ha lasciato l'intero SEE. A Bybit manca il secondo — la sua domanda MiFID II è ancora pendente presso la FMA austriaca. Entrambi gli strati insieme? Solo in sei: Backpack, Kraken, Coinbase, Bitstamp, OKX e Crypto.com.
Giappone: l'asticella più alta
Il Giappone è il paese da cui gli exchange se ne vanno. Kraken è uscito due volte, Coinbase si è ritirata nel 2023. Non perché il mercato sia piccolo — ma perché da nessuna parte i requisiti sono così alti: almeno il 95% di tutte le cripto dei clienti in cold storage per legge, il denaro dei clienti in trust presso una banca, ogni coin esaminata prima del listing, e leva massima 2x per il retail.
Il registro conta 26 nomi, quasi tutti giapponesi. Perfino Binance è entrata solo comprando un titolare di licenza giapponese. E Bybit? Quattro avvertimenti pubblici dal regolatore. Chi supera il Giappone regge tutto — per questo è il timbro che pesa di più.
America: il giudice più severo
L'America non ha una licenza cripto centrale — ha cinquanta stati, la BitLicense di New York e i controllori più duri del mondo. La domanda lì non è “hai un timbro” ma “osi starci”.
Chi ci sta: Coinbase (quotata in borsa, con derivati regolati dalla CFTC), Kraken e Gemini. Chi no: Binance si è dichiarata colpevole nel 2023 e ha pagato 4,3 miliardi di dollari — il più grande accordo della storia cripto — e deve restare fuori dal mercato USA; Bybit blocca del tutto gli americani. Dal luglio 2025 il GENIUS Act è la prima legge federale sulle cripto, per ora solo per le stablecoin.
I timbri che dicono poco
Poi c'è una seconda divisione. Kazakistan (AIFC): un registro vero, ma chi è fuori ovunque qui è dentro — Binance e Bybit hanno ottenuto la licenza piena a un mese di distanza l'uno dall'altro. Bermuda: la base offshore dove Coinbase fa girare i suoi perp internazionali — legittima, ma un test leggero. Le Bahamas: il regime sotto cui stava FTX; le regole sono state riscritte nel 2024, e da allora i grandi nomi lì scarseggiano.
La regola: più facile è il timbro, meno dimostra. Questi tre non sono bandiere rosse — ma quando sono gli unici timbri, la storia è tutta lì.
E Singapore?
Il caso a parte: severa e chiusa insieme. La licenza MPI della MAS è davvero pesante — Coinbase, Crypto.com e OKX l'hanno conquistata — ma il retail non può fare quasi nulla: niente leva, niente credito, nemmeno un bonus di benvenuto. E dal 30 giugno 2025: chi tiene lì un ufficio servendo solo clienti esteri deve avere la licenza o andarsene — la regola che ha spinto Bybit e Bitget fuori da Singapore.
Singapore dice quindi molto su un exchange — ma a te come trader apre poche porte. Severa, ma soprattutto chiusa.
La scala in una tabella
| Licenza | Cosa copre | Quanto pesa | La storia in una riga |
|---|---|---|---|
| Giappone (JFSA) | Spot + derivati (FIEA) | La più pesante | 26 nomi; 95% in cold storage; perfino Binance ha dovuto comprare una società giapponese |
| UE: MiFID II | Derivati e azioni | Pesante | L'esame vero; sei nomi lo combinano con MiCA |
| USA | Stato per stato + BitLicense | Pesante (enforcement) | Non un timbro ma un giudice; Binance vi ha pagato 4,3 miliardi di dollari |
| Singapore (MAS) | Servizi di pagamento e cripto | Pesante, retail chiuso | Un esame severo, ma la sala è quasi vuota |
| UE: MiCA | Trading spot | Solida | Tredici grandi nomi in diciotto mesi; obbligatoria dal 1° luglio 2026 |
| Dubai (VARA) | Tutte le attività cripto | Accessibile | Un registro serio, ma quasi tutti sono dentro |
| Kazakistan / Bermuda / Bahamas | Varie | Leggera | Registri veri che dimostrano poco |
Dati al 31 luglio 2026. Fonti: il registro VARA ↗, la lista JFSA ↗, la risoluzione del DOJ su Binance ↗ e le regole retail della MAS ↗, oltre ai registri UE dalle nostre pagine.
Domande frequenti
Quale licenza dice di più?
Il Giappone, poi lo strato MiFID II europeo. Entrambi impongono requisiti pesanti prima che tu possa aprire — e lo vedi da quanto sono corte le liste: 26 nomi in Giappone, una manciata di vere licenze sui derivati nell'UE.
Allora una licenza di Dubai non vale niente?
No — VARA è un registro serio con regole vere. Solo che distingue meno: quasi ogni grande nome è dentro. Pensala come la porta d'ingresso, non come l'esame finale.
Dove sta Binance nel mondo?
Dentro: Dubai, Kazakistan e (tramite un'acquisizione) Giappone. Fuori: Europa — mai superato MiCA, uscita dal SEE il 1° luglio 2026 — e fuori dall'America dopo l'accordo con dichiarazione di colpevolezza da 4,3 miliardi di dollari del 2023.
Perché Singapore è così particolare?
Perché la licenza è pesante e il mercato è chiuso: il retail non ha leva, né credito, né bonus. Una licenza MAS dimostra qualità, ma apre poche porte ai trader comuni.