Due ex clienti accusano BitMEX di aver gestito un desk di trading interno che aveva accesso a informazioni riservate dei clienti e che poteva continuare a operare durante i malfunzionamenti della piattaforma. Dicono di aver perso insieme 622,66 BTC a causa di liquidazioni forzate. BitMEX definisce il caso infondato. Che cosa viene sostenuto esattamente, che cosa è dimostrato e perché tutto questo tocca un rischio fondamentale degli exchange crypto centralizzati?
Stato: questo articolo descrive accuse contenute in un atto di citazione civile. Il giudice non ha ancora accertato che BitMEX abbia compiuto i fatti contestati.
Il cuore della causa
Il 23 luglio 2026 BKX Services Inc. e David Namdar hanno depositato una proposta di class action presso la US District Court for the Southern District of New York. Secondo l'atto di citazione BKX avrebbe perso almeno 305,81 BTC e Namdar oltre 316,85 BTC. Insieme chiedono tra l'altro la restituzione di 622,66 BTC.
Le accuse vanno oltre una discussione su un motore di liquidazione difettoso. I ricorrenti sostengono che BitMEX gestisse un desk di trading interno non pubblico che:
- aveva accesso a informazioni su posizioni, ordini e livelli di liquidazione dei clienti;
- poteva operare contro gli utenti della piattaforma;
- durante i server freeze manteneva l'accesso al mercato mentre i clienti non riuscivano a chiudere le proprie posizioni;
- traeva vantaggio dalle liquidazioni perché il collateral residuo finiva nell'insurance fund.
Si tratta di accuse dei ricorrenti, non di fatti accertati.
Perché il "trading against clients" è così grave
Un exchange non gestisce soltanto il mercato dal punto di vista tecnico. La piattaforma vede anche gli ordini prima che vengano eseguiti, conosce la posizione in margin dei clienti e stabilisce le regole del motore di liquidazione. Se un desk di trading collegato potesse usare quelle informazioni o quei vantaggi infrastrutturali, nascerebbe un conflitto di interessi fondamentale.
Il problema non è che un market maker guadagni quando un cliente perde. I market maker prendono proprio l'altro lato delle operazioni per fornire liquidità. Il problema nasce quando un unico soggetto contemporaneamente:
- stabilisce le regole del mercato;
- dispone di informazioni non pubbliche sui clienti;
- controlla l'accesso alla piattaforma di negoziazione;
- e opera per conto proprio contro quegli stessi clienti.
Secondo MiCA i gestori di una piattaforma di negoziazione di cripto-attività non possono negoziare per conto proprio sulla piattaforma che gestiscono. Il matched-principal trading è consentito solo a determinate condizioni. Inoltre i prestatori di servizi devono identificare, prevenire, gestire e comunicare i conflitti di interesse.
Il ruolo dei server freeze
Un malfunzionamento durante una volatilità estrema può capitare su qualsiasi piattaforma di negoziazione. La domanda cruciale è se in quel momento tutti i partecipanti vengano trattati allo stesso modo.
Secondo l'atto di citazione, durante alcuni freeze gli utenti comuni non potevano modificare ordini né chiudere posizioni, mentre un desk interno poteva restare operativo. Se ciò venisse dimostrato, non si tratterebbe soltanto di uptime scadente. Si tratterebbe di un accesso asimmetrico al mercato proprio nel momento in cui i clienti erano più vulnerabili.
All'epoca BitMEX attribuì i malfunzionamenti tra l'altro a problemi tecnici e ad attacchi DDoS. I ricorrenti contestano quella spiegazione. Questa contrapposizione dovrà essere valutata sulla base delle prove e, alla fine, dal giudice.
Liquidazione e insurance fund
Su una posizione a leva un exchange può intervenire prima che l'intero collateral sia esaurito. Questo protegge il mercato da un saldo negativo. La differenza tra il prezzo al quale una posizione viene liquidata e l'esecuzione finale può finire in un insurance fund.
Un fondo di questo tipo è di per sé normale. Diventa problematico se il gestore avesse un incentivo economico a provocare liquidazioni o a eseguirle in modo sfavorevole. I ricorrenti sostengono che BitMEX traesse profitto da questo meccanismo; BitMEX contesta il fondamento della causa.
Cosa dice BitMEX?
BitMEX ha dichiarato a Cointelegraph di essersi trovata più volte, nella propria storia, di fronte a richieste simili e di averle sempre gestite con successo. L'exchange definisce opportunistico e infondato anche questo caso e dice che si difenderà con forza.
Quella replica fa espressamente parte della storia. Un atto di citazione civile contiene la versione dei ricorrenti e non è la prova che ogni accusa sia fondata.
Cosa possono imparare i trader
Per valutare un exchange di derivati non bastano fee e spread. I trader dovrebbero poter accertare anche:
- se l'exchange o un'entità collegata operi per conto proprio;
- quali soggetti mantengano l'accesso al matching engine durante i malfunzionamenti;
- come vengono determinati i prezzi di liquidazione e i bankruptcy price;
- chi trae vantaggio economico dall'insurance fund;
- se i market maker indipendenti ottengano accesso alle stesse condizioni;
- quali report sugli incidenti e quali dati storici di uptime siano disponibili;
- con quale licenza e presso quale entità giuridica opera il cliente.
ExchangeFacts Verdict
Il caso BitMEX tocca la domanda centrale dell'integrità del mercato: l'exchange è solo l'arbitro, oppure gioca anche in campo? Finché il giudice non si è pronunciato, le accuse non possono essere presentate come fatti. Ma la combinazione contestata di trading interno, vantaggio informativo e accesso disuguale durante i freeze è abbastanza grave da meritare un esame esplicito in ogni valutazione di un exchange.
Fonti
- Class action complaint: BKX Services Inc. and David Namdar v. BitMEX Exchange et al.
- Cointelegraph: BitMEX users seek 623 BTC in liquidation fraud suit
- The Block: allegations over an "Insider Trading Desk"
- MiCA, articoli 72 e 76: conflitti di interesse e gestione delle piattaforme di negoziazione